
L'ambiente è come uno strumento musicale
Questa convinzione deve essere il filo conduttore alla base di ogni progetto di correzione acustica e, così come un musicista inizia sempre le sue performance accordando, anche in questo caso bisognerà accordare al meglio il nostro strumento musicale: la stanza. Ma cosa significa accordare una stanza? In questo caso non c’è nessun oboista a fornire il “la” di riferimento, ma il posto del diapason viene preso da un valore altrettanto preciso: il tempo di riverbero ottimale.
IL CLIMA ACUSTICO
Il fenomeno della riverberazione gioca un ruolo fondamentale nella determinazione del “comfort acustico” all’interno di ambienti confinati. Per questo motivo è stato introdotto un parametro, detto “tempo di riverberazione”, che dipende dalle dimensioni dell’ambiente, dalle sue caratteristiche geometriche e dalla capacità di assorbimento acustico delle superfici.
Il valore ottimale del tempo di riverbero è quello che coniuga due esigenze contrapposte: buona intelligibilità e sufficiente livello di intensità sonora.
Accordare una stanza significa, quindi, individuare il valore ottimale di questo parametro in funzione del volume e della destinazione d’uso dell’ambiente, per andare poi a creare il clima acustico ideale per il musicista e per il pubblico presente, affinché questi sia a proprio agio nelle sue attività.

Per fare un esempio, in una sala per concerti il tempo di riverberazione deve essere superiore, a parità di volume, a quello di una sala per conferenze o di un’aula scolastica: l’ascolto della musica è sempre più gradevole se le note sono legate fra loro.
